Ieri ho provato tarare il colore con lo ColorCecker della datacolor ma devo impratichirmi ancora perchè dall’immagine ottenuta ieri non sono convinto della calibratura colore che ho ottenuto. Ho provato seguire delle guide ma mi sa che devo farmi aiutare dal mio vicino di casa per cercare di capire meglio.
Una cosa che non avevo ancora fatto era quello di uscire con la mia Sony a7iii e dedicarmi esclusivamente a fotografie macro.
Sabato 22 febbraio c’era il sole e faceva molto freddo, mi sono accorto di avere impostato la Sony con un bilanciamento del bianco basso per cui dopo ho dovuto ritoccare la temperatura manualmente con lightroom.
Una cosa che mi mancava nel mio parco ottiche era un grandangolo ampio che mi permettesse di avere una grande apertura come visuale ma anche come diaframma. La tridimensionalità, la profondità e la prospettiva nelle mie immagini che scatto è una cosa che mi mancava molto, nonostante arrivavo fino al 24 volevo andare sotto il 24 e potere avere un effetto tridimensionale con una ampiezza che non mi permetteva di avere il 24.
Ero indeciso se prendere un 14 focale fissa o il 16 35 f.2.8 sony, ascoltando il consiglio di un amico ho optato per il 16-35 perchè è multiuso.
Questa settimana ho avuto un forte male al piede destro, lunedì mattina non riuscivo più appoggiarlo, sono dovuto andare al pronto soccorso con le stampelle e il piede era gonfio, stragonfio senza che fosse accaduto qualcosa di particolare.
Martedì ho portato a casa la nuova sony a7iii, scelta obbligata per non cambiare tutto il parco ottiche canon provenendo dal mondo Canon.
Sono passato da una reflex full framea una mirrorless full frame e sto facendo i miei primi esperimenti per capire come si usa e come impostare questa nuova macchina.
Come ottiche ho dato dentro anche il mio 24 1.4 II canon e altre ottiche che non usavo mai per prendere il 35 1.4 sony con lenti zeiss e il 24 1.4 sony per fare i video con il traking eye, altrimenti con l’adattatore e l’ottica canon non sarebbe funzionato.
Non sono solito a parlare di fotografia in questo sito a parte gli autoscatti che faccio ogni tanto con i vestiti, però credo che forse la cosa bella è che sto cambiando approccio alla fotografia in una maniera più professionale.
Nel mio ADHD la mia percezione dei dettagli è alquanto ridotta, lo si vede dai test cognitivi dalla figura complessa di REY, dove ne riporto solo una parte e questo si ripercuote anche in fotografia perché quello che manca è la visione di insieme. In pratica la figura complessa di Rey spiega un po’ il motivo per il quale faccio fatica a riconoscere i volti, tipo un face id di un cellulare con meno punti di scansione.
Mancando la visione di insieme però sembra che abbi particolari qualità nel cercare di risaltare i dettagli, spesso lo faccio con le persone o i primi piani, però per fare questo sono necessarie situazioni in cui è possibile identificarli e isolarli in fotografia, allora la foto per me può diventare carina.